lunedì 7 aprile 2008
Una lampadina per Kimbau

Ho appena finito di leggere questo libro che mi è stato regalato da un'amica che ha partorito con me.
E' molto bello, intenso e ricco di spunti di riflessione.
di Chiara Castellani
"L' ultima volta si parlava della risorsa in più che i credenti possiedono anche nel lottare per ottenere una giustizia terrena. Sicuramente non sta a me fornire qui una prova dell'esistenza di Dio, e non solo perché in genere non mi ritrovo a mio agio nelle disquisizioni teologiche. Ma se credo non è solo perché percepisco la sua presenza e la sua forza accanto a me: ma credo anche e soprattutto perché considero sconvolgente e in un certo senso sovversivo il messaggio evangelico con tutta la radicalità che ne sgorga, quando venga applicato alla lettera contro le strutture di potere ingiuste e violente. E forse per questo sono finita in Nicaragua, e dal Nicaragua in Congo. Per questo mio ostinato voler credere a tutti i costi che possa esistere una giustizia divina già su questa terra, che esiste un Dio capace di rovesciare dai loro troni i potenti della terra. Quei potenti che nelle loro intransigenti certezze hanno totalmente dimenticato che il regno di Dio appartiene non al potere terreno ma alla povera gente. Quei potenti della terra che sono talmente stupidi da pensare non solo di conoscere il futuro ma anche di possederlo, e di poterlo controllare e persino di avere il diritto di ipotecarlo incasellandolo in strutture direttive inamovibili e rigide, illudendosi così di riuscire a soffocare quegli spiragli di speranza e di utopia che da sempre i poveri riescono ad aprirsi, nonostante tutto, perché se crediamo che il futuro appartiene a Dio non possiamo dimenticare che Dio appartiene ai poveri. Credere in Dio non mi dà purtroppo certezze precostituite ma solo disperate speranze, eppure di fronte alla povertà provocata dall'ingiustizia distributiva, di fronte all'ingiustizia e alla violenza di cui è intessuto il potere mondiale costruito sul neoliberismo e sulle guerre d'interesse, sono convinta che il Dio della giustizia agirà già su questa terra, anche se i suoi strumenti non sono umani."
giovedì 3 aprile 2008
martedì 1 aprile 2008
Ieri è arrivata in ospedale una ragazza marocchina della mia età.
Ormai le capisco al volo...voleva fare un test di gravidanza a scrocco, per non comprarlo in farmacia. Le ho spiegato che l'ospedale serve per le urgenze, la sua non era un'urgenza. Ma dato che sono furbissime, il marito mi dice che sua moglie ha male alla pancia.
Sono costretta a chiamare il medico. Accompagno la ragazza a fare l'ecografia, il marito non entra. Mentre si spoglia mi dice che da due settimane ha trovato lavoro in una cooperativa; anche se solo per tre mesi, ne è molto felice.
Le sorrido...e penso che sia una delle poche marocchine che lavora e ne è felice.
Il medico le fa l'ecografia ed è subito chiaro che sia incinta. Glielo dice ma lei sembra non capire. Glielo ripeto io e vedo che si mette a piangere.
Ma chi ci capisce più niente? Io pensavo ne fosse felice, ma dal tipo di pianto direi che è l'esatto contrario. Mi dice che non vuole il bambino...E io le chiedo perchè non ci avesse pensato prima. Mi risponde che ha sempre preso la pillola, ma da quando lavora non è più riuscita ad andare dal dottore per farsela prescrivere.
"Che sfiga" penso...
Vabbè, le spiego che deve andare in consultorio per farsi seguire dal ginecologo...qualsiasi decisione prenda.
Poi usciamo dalla stanza e l'accompagno verso l'uscita dove il marito ci aspetta. Mi chiede cos'abbia la moglie (che oltre tutto sta piangendo) e io le dico che è incinta.
E il medico aggiunge:" Se non lo volete tenere andate a fare gli esami in consultorio". Il marito è palesemente felice: "Perchè non lo dovremmo volere? Sono quattro anni che lo cerchiamo!"
Attimo di gelo: la ragazza mi guarda e con gli occhi mi urla: "Ti prego non dirgli della pillola".
Il medico,essendo uomo (!), inizia la frase: "Ma se stava prend..."
Lo fulmino con lo sguardo. E lui si zittisce.
Per fortuna il marito, essendo uomo (!), rimane interdetto ma non chiede nulla di più.
Lui ringrazia e si dirigono verso la porta. La ragazza prima di uscire si gira e mi guarda. Il suo sguardo dice tutto. O forse niente...perchè io la lascio andare.
Il medico ride; in effetti la situazione potrebbe anche essere ilare.
Ma a me scende una tristezza incredibile. Una ragazza della mia età aspetta un figlio che non vuole e che per anni ha finto di non poter avere.
E io che la guardo uscire dalla porta senza sapere o poter far nulla.
Ormai le capisco al volo...voleva fare un test di gravidanza a scrocco, per non comprarlo in farmacia. Le ho spiegato che l'ospedale serve per le urgenze, la sua non era un'urgenza. Ma dato che sono furbissime, il marito mi dice che sua moglie ha male alla pancia.
Sono costretta a chiamare il medico. Accompagno la ragazza a fare l'ecografia, il marito non entra. Mentre si spoglia mi dice che da due settimane ha trovato lavoro in una cooperativa; anche se solo per tre mesi, ne è molto felice.
Le sorrido...e penso che sia una delle poche marocchine che lavora e ne è felice.
Il medico le fa l'ecografia ed è subito chiaro che sia incinta. Glielo dice ma lei sembra non capire. Glielo ripeto io e vedo che si mette a piangere.
Ma chi ci capisce più niente? Io pensavo ne fosse felice, ma dal tipo di pianto direi che è l'esatto contrario. Mi dice che non vuole il bambino...E io le chiedo perchè non ci avesse pensato prima. Mi risponde che ha sempre preso la pillola, ma da quando lavora non è più riuscita ad andare dal dottore per farsela prescrivere.
"Che sfiga" penso...
Vabbè, le spiego che deve andare in consultorio per farsi seguire dal ginecologo...qualsiasi decisione prenda.
Poi usciamo dalla stanza e l'accompagno verso l'uscita dove il marito ci aspetta. Mi chiede cos'abbia la moglie (che oltre tutto sta piangendo) e io le dico che è incinta.
E il medico aggiunge:" Se non lo volete tenere andate a fare gli esami in consultorio". Il marito è palesemente felice: "Perchè non lo dovremmo volere? Sono quattro anni che lo cerchiamo!"
Attimo di gelo: la ragazza mi guarda e con gli occhi mi urla: "Ti prego non dirgli della pillola".
Il medico,essendo uomo (!), inizia la frase: "Ma se stava prend..."
Lo fulmino con lo sguardo. E lui si zittisce.
Per fortuna il marito, essendo uomo (!), rimane interdetto ma non chiede nulla di più.
Lui ringrazia e si dirigono verso la porta. La ragazza prima di uscire si gira e mi guarda. Il suo sguardo dice tutto. O forse niente...perchè io la lascio andare.
Il medico ride; in effetti la situazione potrebbe anche essere ilare.
Ma a me scende una tristezza incredibile. Una ragazza della mia età aspetta un figlio che non vuole e che per anni ha finto di non poter avere.
E io che la guardo uscire dalla porta senza sapere o poter far nulla.
Iscriviti a:
Post (Atom)


