venerdì 4 dicembre 2009

Appello sulla giustizia: "Ecco perché non possiamo tacere"

Caro ministro Sandro Bondi, la ringrazio per la sua lettera e per l'attenzione data al mio lavoro: ho apprezzato il suo tono rispettoso e dialogante non scontato di questi tempi e quindi con lo stesso tono e attitudine al dialogo le voglio rispondere. Come credo sappia, ho spesso ribadito che certe questioni non possono né devono essere considerate appannaggio di una parte politica. Ho anche sempre inteso la mia battaglia come qualcosa di diverso da una certa idea di militanza che si riconosce integralmente in uno schieramento.

Ho sempre creduto che debbano appartenere a tutti i principi che anche lei nomina - la libertà, la giustizia, la dignità dell'uomo e io aggiungo anche il diritto alla felicità in qualsiasi tipo di società si trovi a vivere. E per questo ho sempre odiato la prevaricazione del potere, che esso assuma la forma di un sistema totalitario di qualsiasi colore, o, come ho potuto sperimentare sin da adolescente, sotto la forma del sistema camorristico.

Anch'io auspico che in Italia possa tornare un clima più civile e ho più volte teso la mano oltre gli steccati politici perché sono convinto che una divisione da contrada per cui reciprocamente ci si denigra e delegittima a blocchi, sia qualcosa che faccia male.
Eppure oggi il clima in questo paese è di tensione perché ognuno sa che, a seconda della posizione che intende assumere nei confronti del governo, potrà vedere la propria vita diffamata, potrà vedere ogni tipo di denigrazione avvenire nei confronti dei propri cari, potrà vedere ostacolate le proprie possibilità lavorative.

Qualche giorno fa la Germania mi ha onorato del premio Scholl, alla memoria dei due studenti dell'organizzazione cristiana Rosa Bianca, fratello e sorella, giustiziati dai nazisti con la decapitazione per la loro opposizione pacifica, per aver solo scritto dei volantini e aver invitato i tedeschi a non farsi imbavagliare.

Tutte le persone che ho incontrato lì alla premiazione, all'Università di Monaco, erano preoccupate per quanto accade oggi in Italia nel campo della libertà di stampa e del diritto. Non era un premio di pericolosi sovversivi o di chissà quali cospiratori anti-italiani. Tutt'altro. Raccoglieva cristiani tedeschi bavaresi che commemorano i loro martiri. Tutti seriamente preoccupati quello che sta accadendo in Italia e tutti pronti a chiedermi come faccio a tenere alla libertà d'espressione eppure a continuare a lavorare in Italia.
Non è un buon segnale e, in quanto scrittore non posso che raccogliere l'imbarazzo di essere accolto come una sorta di intellettuale di un paese dove la libertà d'espressione subisce un'eccezione. Il programma da lei apprezzato ha mostrato, in prima serata, il terrore causato dal regime comunista russo, e persecuzioni castriste agli scrittori cubani e l'inferno nell'Iran di Ahmedinejad.

Tutto andato in onda in una trasmissione come "Che tempo che fa", su una rete come RaiTre, così spesso tacciata di essere faziosa, ideologizzata, asservita alla sinistra che persino un boss come Sandokan si compiaceva di chiamarla "Telekabul". Questo a dimostrare, Ministro, quanto siano spesso pretestuose e false le accuse che vengono fatte contro chi invece si prefigge il compito di raccontare per bisogno - o dovere - di verità.

Però sono altrettanto convinto che a volte, proprio per semplice senso civile, non si possa stare zitti. Che bisogna prendere posizione al costo di schierarsi. E schierarsi non significa ideologicamente. La paura che questa legge possa colpire il paese sia per i suoi effetti pratici, sia per l'ingiustizia che ratifica, in me è assolutamente reale e per niente pretestuosa.
In questi anni, ossia da quando vivo sotto scorta, ho avuto modo di poter approfondire cosa significhi, tradotto nel funzionamento di uno stato democratico, il concetto di giustizia. Ho potuto capire che non tocca solo la difesa della legalità, ma che ciò che più lo sostiene e lo rende funzionante è la salvaguardia del diritto e dello stato di diritto.

Ho deciso di pubblicare quell'appello perché la legge sul processo breve mi pare un attacco pesante - non il primo, ma quello che ritengo essere finora il più incisivo - ai danni di un bene fondamentale per tutti i cittadini italiani, di destra o di sinistra, come ho scritto e come credo veramente. E le assicuro che lo rifarei domani, senza timore di essere ascritto a una parte e di poterne pagare le conseguenze.
Non vi è nulla in quel gesto che non corrisponda a ogni altra cosa che ho fatto o detto. Le mie posizioni sono queste e del resto non potrei comportarmi diversamente. Ciò che mi spinge a raccontare, in prima serata, dei truci omicidi di due giovani donne, la cui colpa era stata unicamente l'aver manifestato in piazza, in maniera pacifica.

Ciò che mi spinge a raccontare dei crimini del comunismo in Russia e dei soprusi delle multinazionali in Africa non è un "farsi impadronire dal demone della politicizzazione e della partitizzazione della cultura" bensì un altro demone. Quello che ha lo scopo di raccontare le verità o almeno provarci. Un'informazione scomoda per chi la da e per chi l'ascolta, la osserva, la legge. In Italia la deriva che lo stato di diritto sta prendendo è pericolosa perché ha tutte le caratteristiche dell'irreversibilità. È per questo che agisco in questo modo, perché è l'unico modo che conosco per essere scrittore, è questo l'unico modo che conosco di essere uomo.
La saluto con cordialità


Roberto Saviano

lunedì 30 novembre 2009


E' Avvento, di nuovo.
Come ogni anno.
Come ogni periodo che precede il Natale.
Come ogni tempo in cui l'uomo attende.
E spera.
E lavora perchè l'"arrivo",
quell'arrivo
sia ancora più importante,
più partecipato.


BUON AVVENTO A TUTTI.

giovedì 26 novembre 2009


...And all I need is to go back to the start...

mercoledì 11 novembre 2009

giovedì 5 novembre 2009

INGREDIENTI DEL VACCINO H1N1




1) Il vaccino anti-suina di GlaxoSmithKline Plc Tra i suoi ingredienti:

Adiuvante alluminio (componente che danneggia il sistema immunitario e crea gravi disfunzioni cognitive), AS03: squalene (adiuvante che causa infiammazioni alle giunture, lupus e “sindrome da affaticamento cronico”), Daronrix (vaccino della Glaxo contro l’influenza aviaria), Formaldeide (nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo e per lo sviluppo), Octoxynol 10 (emulsionante, umidificante e antischiuma che può alterare l’attività metabolica, danneggiare le membrane e causare un rapido declino delle funzioni delle cellule), Polisorbato 80 (ingrediente noto per provocare infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei, e shock anafilattici anche mortali), Thimerosal (a base di mercurio, 50 volte più tossico del mercurio stesso, causa di gravi disfunzioni del sistema immunitario, neurologico e turbe motorie e comportamentali).

2) Cevalpan, il vaccino anti-suina di Baxter International Tra i suoi ingredienti:

Cellule Vero (cellule in coltura dal rene di una scimmia africana, prodotte in maniera molto dubbia, del cui processo non si sa ancora nulla), Trometamolo (composto organico che può essere nocivo se inalato, di cui non sono stati resi noti gli effetti a lungo termine), Cloruro di sodio polisorbato 80 (vedi sopra).

3) Focetria, il vaccino di Novartis International AG Questo è il vaccino attualmente in distribuzione in Italia. Tra i suoi ingredienti figurano:

Linea cellulare proprietaria (di provenienza ignota), Squalene (vedi sopra) e Span85 o Sorbitano Trioleato (emulsionante e addensante, usato anche come pesticida, è tossico e può avere effetti cancerogeni, neurotossici e di blocco della crescita nei bambini). Particolarmente allarmante: l’adiuvante “proprietario” MF59: derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del Golfo, con capacità altamente distruttive per il corpo umano. Alcuni esperti della sanità affermano che questo principio debba rientrare nella categoria delle armi biologiche o farmacologiche. La legislazione impone che l’utilizzo del MF59 debba essere molto limitato negli esperimenti sugli animali e non prevede assolutamente il suo utilizzo sugli uomini (ma si sa: le case farmaceutiche sono al di sopra della legge). Molti immunologi sostengono che una dose anche microscopica di poche molecole di adiuvante, iniettata nel corpo umano, possa causare gravi e permanenti disturbi al sistema immunitario. La FDA americana al momento non ha ancora approvato l’utilizzo di MF59 in qualsiasi vaccino. Eppure troviamo questo adiuvante nel “Focetria” distribuito e somministrato in Italia proprio in questo momento. Detto questo… NON VACCINATEVI!

mercoledì 4 novembre 2009

Vaccinazione...

http://www.uppa.it/articolo.php?id=43

lunedì 2 novembre 2009

Il mio amico Ken

La prima volta che ho visto Ken è stato 5 anni fa.

Erano circa le sei di sera; la mia giornata al dispensario delle suore era appena finita e stavo leggendo sui gradini della missione, aspettando di andare a cena.

Dopo i saluti di rito, mi ha chiesto cosa stessi leggendo.

"Ora come glielo spiego chi è Harry Potter?" mi domandai mentre cercavo nella mia mente qualcosa di vagamente paragonabile alla realtà africana.

Gli dissi che non sapevo spiegarglielo e lui allora mi prese il libro dalle mani per leggere il titolo.

"Ah, Harry Potter! Il mago bambino che a voi bianchi piace tanto... Ho letto sul giornale che l'autrice del libro è divenata più ricca della regina d'Inghilterra...ma è vero?"

Oddio, sapeva chi fosse Harry Potter! L'avrei eletto seduta stante Presidente del Kenya!

Elisa, la mia migliore amica (che odia H.P.), ci guardava incredula mentre iniziavamo una discussione filosofica sul maghetto, gli stregoni africani e i miliardi della Rowling.

Nelle settimane successive, l'avrei visto innamorarsi di Elisa...e lei di lui...tanto da lasciare tutto per andare a vivere nel favoloso e sperduto villaggio di Macalder.

Ricordo le nostre prime chiacchierate; le mie preoccupazioni per Elisa... le sue rassicurazioni, la sua intelligenza e le sue attenzioni per noi bianche.

Poi per 5 anni solo degli spassossimi sms in swahilinglese e quache saluto al telefono, in attesa di parlare con Elisa.

Non vedevo Ken da un sacco di tempo.

Elisa, prima di partire, ci ha chiesto di pensare ad un corso di educazione sessuale per le ragazzine della scuola di cui Ken è vice-preside ed insegnate.

Non avevo mai visto Ken al lavoro, nè tanto meno la "sua" scuola...che è uguale a tutte le altre: vecchia, scassata e senza nulla dentro.

Il primo giorno del corso mi veniva da piangere nel pensando a dove lavorava: la sua intelligenza e bravura mi sembravano sprecate, in un posto come quello.

Ken ci aveva chiesto di insegnare alle ragazze qualche gioco, durante le ore libere.

Abbiamo deciso di iniziare con il semplicissimo "Bandierina", chiedendo a lui di tradurre le regole in Luo, il dialetto delle ragazze.

45 minuti di spiegazione sotto il sole cocente. Io ero allucinata dalla evidente difficoltà delle ragazze nel capire quello che per me era il gioco più facile dell'universo.

Ken deve aver percepito il mio sgomento e mi ha semplicemente detto: " Bea, loro non sono abituate. Anche il gioco è una cosa che si impara, se hai chi te lo insegna".

Qaunte cose diamo per scontate solo perchè le abbiamo sempre avute!

E poi ancora una volta la mia meraviglia nel vedere le ragazzine correre come matte a piedi scalzi, su una terra rossa e pietrosa; dover dir loro, di stare in riga, di non trusciare e che l'arbitro ha sempre ragione...

E' vero che siamo tutti uguali se ci vengono date le stesse opportunità.

Tornando a casa, Ken mi ha semplicemente detto: "Credo che tu oggi abbia capito perchè il mio posto è qui. Lo faccio per loro. Ne hanno il diritto".

Ken è un amico molto importante per me.

Ma non solo. E' la persona che mi ha fatto capire che l'Africa ce la farà...pole pole...piano piano, ma ce la farà.